Presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale di Benevento “ G. B. Bosco Lucarelli” si è svolto, quest’anno, durante l’orario curriculare, il progetto di prevenzione dalle tossicodipendenze “Parliamone insieme” della nostra Associazione di volontariato “Casa nel Sole”. Questo progetto, articolato in vari incontri, a cadenza quindicinale, ha visto coinvolti gli alunni di alcune classi dell’Istituto sulla tematica del disagio personale, relazionale, sociale legato alle tematiche delle vecchie dipendenze (droghe e alcolismo), delle nuove dipendenze (da gioco d’azzardo, socialnetwork, videogiochi, internet).
Le Classi che hanno partecipato al progetto sono state: I ITB, II MMC, III CSA.
Le Professoresse che hanno reso possibile la realizzazione del progetto presso la scuola sono state: la Prof.ssa Katia De Gennaro, la Prof.ssa Marisa Del Monaco e la Prof.ssa Maria Antonietta Tedino.
I giorni in cui si sono svolti gli incontri sono stati: 10 e 24 febbraio, 24 marzo, 14 e 21 aprile, dalle ore 8:30 alle 13:00.
Il progetto è stato articolato in quattro incontri per classe, ognuno di circa due ore.
Nel primo incontro i volontari hanno illustrato la storia, le attività e la metodologia dell’Associazione “Casa nel Sole” nell’approccio alle tematiche considerate. I ragazzi, nella seconda parte dell’incontro, hanno interagito ponendoci domande tecniche e specifiche mirate alla conoscenza e all’estensione sociale del fenomeno della tossicodipendenza e dell’alcolismo, all’ acquisizione e alla classificazione delle tipologie di droghe e alla comprensione e alla delineazione degli effetti psicofisici dell’uso prolungato delle sostanze stupefacenti sull’essere umano soprattutto in età adolescenziale.
Durante il secondo incontro, invece, i ragazzi sono stati invitati a visionare e commentare due video. Il primo, dal titolo “Il tavolo giusto”, frutto dell’inventiva di alcuni volontari dell’Associazione, si incentrava sull’uso di bevande alcoliche da parte degli adolescenti. Ambientato in un bar, di sabato sera, il video mostrava due gruppi di amici a confronto: uno che aveva scelto bevande alcoliche, l’altro no. Ponendo l’accento sulle conseguenze di questa scelta, il filmato mostrava come l’uso degli alcolici potesse portare i giovani a momenti di aggressività sfocianti in risse insensate e futili. Il secondo video, invece, tratto da un servizio televisivo del programma “le Iene”, raccontava e illustrava la vita e l’esperienza di ragazzi tossicodipendenti all’interno di una comunità di recupero. I ragazzi hanno espresso un forte interesse per ambedue i filmati e hanno posto domande inerenti la vita nelle strutture di recupero con grande attenzione all’organizzazione e alla strutturazione del periodo di permanenza dei tossicodipendenti.
Il terzo e quarto incontro, poi, sono stati incentrati sulla importanza della comunicazione, dell’ascolto e del dialogo. Seduti in cerchio, sono stati scelti dai partecipanti, come temi da trattare, l’amicizia, il rapporto tra genitori e figli, l’accoglienza e l’integrazione multiculturale in considerazione dei forti flussi migratori dall’Africa a cui si assiste, negli ultimi anni, anche nelle nostre zone. Prima dello sviluppo delle tematiche è stato osservato un minuto di silenzio, utile per porre l’attenzione sul “qui e ora” ed è stata data a ciascuno la possibilità di presentarsi agli altri attraverso “un pregio, un difetto, un hobby”.
Ciò che è emerso, quest’anno, dall’ esperienza del progetto “Parliamone insieme” è stata una bella interazione con i ragazzi che ci hanno esposto tante curiosità sulle nostre attività, sul volontariato e sul come aiutare le persone che vivono la tossicodipendenza. Estremamente informati su quelle che sono le tipologie di droghe leggere e sintetiche, un po’ meno su altri tipi di droghe, molte sono state le loro domande sugli effetti devastanti che, nel lungo periodo, sono in grado di creare queste sostanze, sia dal punto di vista psichico che fisico. Per quanto riguarda la cannabis, considerata, nel sentire comune, una “droga leggera”, è diffusa tra i giovani, la credenza di una minore pericolosità della sostanza e del suo utilizzo. Inerente al consumo e alla somministrazione di alcol nei locali notturni, si è discusso con i ragazzi se sia facile o meno conoscere il proprio limite nell’assunzione di alcolici e superalcolici e di saperlo riconoscere anche negli altri. La spiegazione e la successiva comprensione della esistenza di una “mentalità da sballo”, che è alla base dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’alcolismo, trattata dai volontari nell’incontro, è stata spunto di riflessione e di approfondimento. Grande curiosità è stata espressa per quanto concerne la metodologia di aiuto e sostegno della nostra Associazione, incentrata sul valore della Persona, con colloqui a cadenza settimanale del tossicodipendente, in un cammino parallelo con la famiglia. Molta attenzione ha suscitato, dopo la visione del video, nel secondo incontro, la presenza di regole rigide e di ritmi serrati presenti all’interno delle comunità di recupero. Nel terzo e nel quarto incontro, invece, sono stati vissuti i momenti più intimi in cui sono emerse le esperienze e il vissuto dei ragazzi in relazione ai temi trattati. Aldilà dell’inclinazione caratteriale di ognuno di loro, aldilà di un primo imbarazzo nel parlare e nel raccontarsi, e, soprattutto, delle difficoltà nel mantenere il silenzio e saper ascoltare senza interrompere l’altro, i ragazzi hanno esposto, chi più, chi meno, un interesse vivo per tutti gli argomenti. Il tema dell’amicizia è stato trattato con grande rilievo, come avalore fondamentale ed inestimabile per una sana crescita. Nel dibattito riguardante il rapporto genitori-figli i ragazzi hanno espresso la rilevanza di avere un ottimo rapporto in famiglia e di avere genitori attenti e presenti. Per quanto concerne, invece, l’integrazione sociale di chi viene considerato “diverso”, sul significato dell’accogliere l’altro e dell’immigrazione, tema di grande attualità nel vissuto quotidiano, le considerazioni sono state estremamente diversificate. Sicché, in accordo con i professori, i ragazzi ci hanno lasciato una loro considerazione per iscritto, in merito alla tematica, attraverso l’elaborazione di un tema in classe sull’argomento. Ci hanno mostrato una preoccupazione per nuove forme di razzismo che, a loro avviso, potrebbero nascere, a livello lavorativo, da una già precaria situazione a livello occupazionale nel nostro paese e, a livello politico, da una cattiva gestione delle ondate migratorie, con ovvio timore per il destino di questi migranti, facili prede della criminalità e del caporalato.
D. scrive: “L’ignorante chiuderebbe le frontiere, il moralista giudicherebbe subito le persone che arrivano. Manca una visione che sia politicamente intelligente, culturalmente aperta, socialmente prudente e innanzitutto umanitaria”.
Per quanto riguarda invece i diari emozionali compilati dai ragazzi negli incontri del progetto, i feedback sono stati positivi. Molti ragazzi hanno condiviso l’iniziativa, dando anche consigli utili e preziosi per migliorare l’approccio della nostra Associazione nell’ ambito della prevenzione dalle tossicodipendenze negli istituti scolastici.
R. scrive: “Il tema trattato è stato l’amicizia. Abbiamo parlato di come può essere l’amico ideale e di come è più facile dire ad una persona affidabile i propri problemi. E’ stato molto bello, ho sempre preso sul serio questa iniziativa e la condivido pienamente”.
I. scrive: “Mi sono sentito bene a parlare di me con i miei compagni, dire i miei difetti e i miei pregi. Fuori con Antonio ho parlato di me, dei miei fatti personali e mi sono sentito bene, mi sono sfogato perché io ho parlato e Antonio è stato lì ad ascoltare senza dire nulla”.
A. suggerisce: “Secondo me si potrebbe invitare all’incontro anche una persona che ha avuto esperienze precedenti con queste dipendenze così da poter confermare le curiosità degli studenti”.
Con questo progetto, abbiamo cercato di contribuire ad informare e far conoscere ai più giovani le problematiche e gli effetti dell’uso delle sostanze stupefacenti e dell’alcol; abbiamo cercato di far comprendere, attraverso l’esperienza del “cerchio”, l’importanza del dialogo, della sospensione del giudizio e della capacità di ascoltare quali elementi fondamentali nel fronteggiare la solitudine, l’incomprensione, le fragilità, basi su cui trovano, troppo spesso, terreno fertile le tossicodipendenze; abbiamo cercato, attraverso analisi e riflessioni, di creare una maggiore consapevolezza nei giovani, che possa ricordar loro il valore della propria vita e l’importanza delle proprie scelte, ogni volta, ogni giorno. I ragazzi sono stati entusiasti del progetto e ci hanno ringraziato per aver avuto l’opportunità di conoscere meglio questi temi poco affrontati nella fretta della quotidianità.
Alessandra Cavuoto