PREVENZIONE:
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UN GIRASOLE PER AMORE
L’Associazione” Casa nel Sole” presenta l’evento “UN GIRASOLE PER AMORE.”
Sabato 28 giugno 2014 saremo in piazza Minieri a Telese Terme dalle ore 20:00 alle ore 22:30 con un gazebo informativo sugli obiettivi dell’associazione, regalando un girasole per condividere la gioia che si sprigiona nell’ incontro con l’altro!
Ti aspettiamo ….
Lo stesso evento viene riproposto domenica 6 luglio 2014 dalle ore 9:30 alle ore 12:30 in piazza San Martino a Cerreto Sannita.
La nostra Associazione è pronta ad accoglierti nel suo cerchio come un petalo….
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PARLIAMONE INSIEME (relazione finale)
Si è concluso in modo positivo il progetto “Parliamone insieme”, realizzato dalla Casa nel sole in tre istituti superiori di Benevento,l’Istituto Tecnico Agrario con la sezione per geometri, e il liceo scientifico “Rummo”. Il progetto è stato realizzato in orario curriculare grazie alla disponibilità di alcuni docenti, che hanno messo le proprie ore a disposizione dei volontari della Casa nel Sole per poter incontrare i ragazzi di alcune classi del biennio dei suddetti istituti. In particolare sono state interessate due classi del geometra e una dell’istituto agrario con tre incontri ciascuna, e una classe del liceo scientifico con due incontri . L’obiettivo (principale) primario del progetto era di educare i ragazzi all’ascolto degli altri allo scopo di creare, in un clima di fiducia e di rispetto reciproco, uno spazio di confronto e di dialogo dove poter esprimere liberamente le proprie emozioni e far emergere un eventuale disagio. L’altro obiettivo era quello di aiutare i ragazzi a prendere consapevolezza di se, imparando a guardarsi dentro e a riconoscere le proprie emozioni. Nel primo incontro i volontari della Casa nel Sole hanno fatto una breve introduzione sulla storia e sulle attività dell’associazione, con l’ausilio di slides e videoproiezioni,facendo emergere negli alunni l’interesse su alcuni aspetti del disagio giovanile, sui quali poi essi sono stati chiamati ad esprimersi, compatibilmente con i limiti di tempo. Il secondo incontro è iniziato con la proiezione di un corto ”Il tavolo giusto”, realizzato dall’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri” di Castelvenere e dall’Istituto Tecnico per il Turismo di Faicchio: esso ha introdotto, attraverso la testimonianza di esperienze vissute, il tema delle droghe, dell’alcool e di tutte le dipendenze in generale, compresa quella dal gioco e da internet. La discussione che ne è seguita ha evidenziato la necessità di chiedere aiuto agli altri nel momento del bisogno, senza illudersi di poter farcela da soli e ha anche mostrato l’utilità del volontariato come aiuto per se stessi, nel proprio cammino di crescita e di guarigione. Il terzo incontro è stata una dimostrazione pratica di quello che è un “gruppo di ascolto”: i ragazzi si sono disposti in cerchio, secondo la metodologia della Casa nel Sole, allo scopo di sentirsi tutti sullo stesso piano, senza posizioni di privilegio e anche di sentire meglio il senso dell’accoglienza e dell’abbraccio del gruppo. Sono state spiegate le regole dell’ascolto e del rispetto reciproco, fondamentali per creare fiducia e abbandono in colui che parla, per poi passare ad una breve presentazione di se stessi da parte di tutti, compresi i docenti . Infine ciascuno ha espresso un suo pensiero sul senso dell’amicizia. La partecipazione degli allievi è stata soddisfacente, tutti si sono resi conto di quanto sia difficile riuscire ad esprimere qualcosa di sé e di quanto possano disturbare la concentrazione le varie interruzioni, spesso inevitabili nel contesto scolastico. Comunque tutti hanno comunicato qualcosa di sé , mostrandosi favorevoli ad un eventuale proseguimento del progetto in futuro. Gli alunni dell’Istituto Agrario hanno anche realizzato un cartellone con le loro considerazioni su quanto hanno vissuto. In conclusione l’esperienza può senz’altro ritenersi positiva malgrado non siano mancate alcune difficoltà:i nfatti il dover realizzare gli incontri in orario curricolare ha costituito un condizionamento per la realizzazione del silenzio e dell’ascolto, e ha reso necessario limitare il numero di incontri per non sottrarre ore di lezione. Tuttavia si è percepita la disponibilità da parte di docenti e alunni a proseguire nel lavoro iniziato anche con opportuni aggiustamenti.
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EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’
Nei giorni di sabato 16 maggio e sabato 21 maggio 2014 si sono svolti gli incontri con gli alunni della Scuola Secondaria I Grado “Massimo Stanzione” e altre istituzioni scolastiche , con le associazioni di volontariato del territorio presso la nostra sede di Succivo, al Casale di Teverolaccia.
Gli incontri sono il frutto di un lavoro congiunto scaturito dalla sottoscrizione di un protocollo d’intesa denominato “Patto educativo Territoriale per una scuola inclusiva”, a cui hanno aderito il Comune di Orta
di Atella , le Chiese e le Associazioni di volontariato del territorio.
Obiettivo di tale patto è individuare forme di collaborazione sitematica e continuata nel tempo per promuovere, con le proprie specificità, iniziative atte a favorire il recupero e sviluppo delle regole della cittadinanza e della solidarietà, la crescita del rispetto del sè e degli altri, inclusione sociale e integrazione delle persone.
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LA FAMIGLIE E LE SUE DIFFICOLTA’: NUOVE E VECCHIE DIPENDENZE, COME LA SOFFERENZA DIVENTA UNA RISORSA
La diffusione delle sostanze stupefacenti e dell’alcool nel mondo giovanile ha raggiunto livelli impressionanti facendo emergere un quadro in cui molte famiglie sono coinvolte dal problema.
L’obiettivo del progetto è far uscire dall’isolamento e dall’ambito familiare tutte quelle problematiche che per loro natura e per il loro carico di sofferenza difficilmente vengono fatte presenti e trovano dei canali entro i quali individuare delle risposte efficaci e percorribili.
Dipendenze da stupefacenti, da alcool, da gioco d’azzardo, da internet, anoressia e bulimia, sofferenza psicologica e psichica, crisi di valori e perdita del senso della vita: tutte queste problematiche possono generare dei conflitti tali da diventare esplosivi per tutta la famiglia e l’ambiente che li circonda.
L’associazione Casa nel Sole mette a servizio del Progetto la sua esperienza trentennale in materia di problematiche legate alle dipendenze attraverso i suoi volontari esperti in materia di famiglia, dipendenze e nuove dipendenze.
Il progetto si suddivide in tre fasi.
La prima fase prevede la divulgazione tramite materiale informativo per far conoscere l’esistenza dello sportello di ascolto così che all’occorrenza si sappia dove e come cercare aiuto, nonché fare emergere i problemi che possono nascondersi all’interno delle famiglie del territorio.
In una seconda fase vi sarà l’apertura dello sportello di ascolto e l’armonizzazione del team degli operatori. Lo sportello rimarrà aperto per due volte a settimana per tutta la durata del progetto presso la sede di Telese Terme.
Nella terza fase si passerà all’attivazione delle risorse attraverso la valorizzazione delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle il problema, inserendole nei gruppi di auto aiuto composti dai volontari e dagli utenti.
Ecco allora che chi ha vissuto direttamente il problema può diventare lui stesso risorsa per gli altri
La collaborazione con gli altri partners offre la possibilità di allargare le sfere di competenza nelle problematiche che possono presentarsi: l’associazione “La Clessidra” potrà intervenire all’occorrenza per situazioni specifiche e per valutare situazioni di doppia diagnosi; la presenza dell’Ente religioso dei Frati Minori permette di dare delle risposte adeguate nei casi venga richiesto un consulto su problematiche di ordine etico e religioso.
COS’È UNO SPORTELLO D’ASCOLTO
Uno spazio dedicato al dialogo e all’incontro in cui è possibile confrontarsi, chiedere informazioni, condividere un momento di disagio che si sta attraversando nella propria vita. Un luogo di accoglienza in cui si è liberi di parlare di sé e del proprio vissuto senza aver paura di essere giudicati e criticati. Un’occasione di ri-nascita personale e di liberazione dalla condizione di solitudine attraverso la costruzione di relazioni profonde e positive.
A CHI E’ RIVOLTO
Alle famiglie, alle coppie, ai ragazzi, a tutti coloro che sentono la necessità di un sostegno, di un confronto, di una riflessione durante il percorso di realizzazione del proprio progetto di vita.
OBIETTIVI
Valorizzare le capacità e la positività dell’individuo e della famiglia, considerati come una risorsa.
Offrire sostegno e collaborazione nella gestione delle situazioni di crisi e di conflittualità nell’ambito dei rapporti di coppia, delle relazioni genitori-figli ed in altri contesti relazionali.
Migliorare la qualità della vita dell’intero nucleo familiare promuovendone il benessere e l’armonia.
Supportare la nascita di gruppi di auto-mutuo aiuto.
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PARLIAMONE INSIEME
Il progetto “ Parliamone insieme” nasce dalla volontà di Casa nel Sole, di Padre Vittorio Balzarano e di tutti i volontari che ne fanno parte, di essere vicino agli adolescenti, ai giovani che vivendo il difficile momento di passaggio all’età adulta, momento fatto di debolezze e di incertezze, sono più vulnerabili ed esposti, nella ricerca del bene e del male, a quello che è l’incontro con droghe e alcol e alla possibilità di diventarne dipendenti. Casa nel Sole, ponendo l’accento su quello che è il valore inestimabile di ogni vita umana, che come tale va tutelata e salvaguardata, non poteva, nella sua lotta alle tossicodipendenze, non porre attenzione alla prevenzione rivolta ai più giovani per quello che è il loro ruolo all’interno della società ovvero di futuri uomini e donne che dovranno creare un mondo migliore. Quindi, in contrasto con lo scarso interesse che la problematica attualmente occupa per gli organi di stampa e di informazione, Casa nel Sole intende farsi carico delle richieste d’aiuto, spesso urlate, dei giovani d’oggi e coinvolgere in una vasta campagna di animazione sociale tutte le agenzie educative presenti sul territorio, iniziando dalla scuola. Intende quindi avviare una serie di iniziative finalizzate a ridurre il malessere esistenziale, relazionale e sociale dei giovani essendo quest’ultimo la principale causa di ricorso alle sostanze stupefacenti e all’alcol. La strategia proposta si muove lungo quattro direttrici:
Promuovere una cultura ed una prassi della prevenzione primaria per ridurre le cause di disagio e di emarginazione.
Promuovere l’attivazione di nuove forme di solidarietà e di mutuo sostegno.
Offrire attenzione alle dinamiche cognitive, emotive e relazionali dei ragazzi per individuarne i segnali di disagio;
Offrire ascolto e sostegno ai ragazzi durante gli incontri affinchè essi possano comprendere che esistono istituzioni ( famiglia, scuola, associazioni di volontariato) che possono accompagnarli nel loro cammino verso l’età adulta.FINALITA’ E OBIETTIVI DEL PROGETTO
Facilitare nei giovani una presa di coscienza del loro disagio, spesso non consapevole;
Educare gli adolescenti a riconoscere e a comunicare verbalmente le proprie emozioni e i propri sentimenti:
Aumentare la capacità dei ragazzi di chiedere aiuto di fronte a condizioni di disagio, di modo che nel bisogno si rivolgano a delle persone invece che a delle sostanze;
Sensibilizzare alle dinamiche che li spingono ad avvicinarsi alle varie forme di dipendenza: alcol, droga, ed altro ancora;
Educare al valore della solidarietà attraverso l’impegno verso gli altri com’è tipico del mondo del volontariato;
Testare la conoscenza dei ragazzi sui vari tipi di droghe e divulgare una conoscenza di base sui loro effetti nocivi, inculcando una mentalità che possa rifiutare la droga e l’alcol come soluzione ai problemi quotidiani.
Formare giovani che affrontino con più responsabilità la loro vita e che diventino il punto di riferimento per gli altri, sia all’interno che all’esterno della scuola (discoteca, piazza, comitiva o tutti quei luoghi dove la figura dell’adulto non è presente).ARGOMENTI PROPOSTI DURANTE GLI INCONTRI
Gli argomenti affrontati saranno i seguenti:
– Scoperta dell’affettività.
– Consapevolezza delle emozioni: solitudine, noia, paura.
– Riflessioni sull’importanza dei valori etici e morali nella quotidianità.
– Relazioni familiari.
– Relazioni amicali.
– Relazioni nella scuola.
– Concetto di divertimento sano.
– Uso del tempo libero (utilizzo di social network, giochi, sport, ecc)
– Conoscenza delle problematiche e degli effetti delle tossicodipendenze.
– Nuove forme di dipendenze: social network (facebook), giochi d’azzardo (slot machine, video poker) etc…..MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEGLI INCONTRI
Gli incontri saranno a cadenza quindicinale.
Il programma del Progetto PARLIAMONE INSIEME sarà articolato come segue:
Breve cenno sulla storia e sulle attività della Casa nel Sole attraverso l’ausilio di slides e videoproiezioni;
Dibattito sul disagio giovanile nella società d’oggi, su tematiche quali:
– Famiglia
– Scuola
– Futuro e lavoro (a cui seguirà la visione di un corto “IN BILICO STATO”)
– Difficoltà relazionali e di comunicazione
– Crisi dei valori ed ideali
– Visione di un corto “IL TAVOLO GIUSTO” realizzato dall’ istituto professionale per i servizi alberghieri di Castelvenere, (BN) e l’istituto tecnico per il turismo di Faicchio (BN).
– Valutazione del grado di conoscenza dei ragazzi delle droghe e dell’alcol, dei loro effetti e delle cause che possono condurre un individuo alla tossicodipendenza.
– L’utilità del volontariato come risorsa per il giovane, non solo per donare tempo agli altri, ma per poter interagire con persone diverse sulle varie tematiche che possono provocare disagio.
– Discussione aperta con gli studenti sulle tematiche affrontate.UTENTI
Le attività vengono proposte ad Istituti Scolastici di scuola media inferiore e superiore. In ciascun Istituto saranno individuati gli studenti, un coordinatore del Progetto scelto tra il personale docente. Gli interventi nelle classi saranno attuati dagli operatori e dai volontari dell’Associazione Casa nel Sole che si occuperanno dell’esposizione degli argomenti e della conduzione dei dibattiti, rispondendo di volta in volta ai dubbi e alle domande degli adolescenti inerenti le varie tematiche. Gli incontri saranno articolati in modo da motivare i partecipanti all’impegno convinto e responsabile, fornendo ad essi un’aumentata capacità personale e relazionale informandoli sulle conseguenze e sugli effetti delle tossicodipendenze.
“RICOMINCIAMO DA NOI”: INCONTRIAMOCI, ASCOLTIAMOCI, IMPEGNAMOCI
ATTIVITA’ PROPOSTA
L’attività proposta è volta a costruire una rete di auto-aiuto che attivi l’offerta di nuovi servizi di ascolto e di consulenza: i “GRUPPI DI ASCOLTO”, in primo luogo, basati sulla filosofia dei Gruppi di auto-aiuto, ed, eventualmente, la “ESPERIENZA DI VITA IN COMUNE”, basata sulla pedagogia delle comunità di accoglienza.
I Gruppi di auto-aiuto prendono generalmente origine da reti naturali di amici e conoscenti accomunati da analoghi problemi o interessi; essi si differenziano dalle reti naturali, non per caratteristiche essenziali ma soltanto per una loro più solida organizzazione formale.
In altre parole i gruppi di auto-aiuto sono reti di persone che deliberatamente e liberamente decidono quali saranno i membri, le finalità e gli obbiettivi del gruppo; mentre le reti naturali sono gruppi non strutturati che non hanno bisogno di fissare esplicitamente regole e obbiettivi per esistere.
Si evidenziano di seguito alcune caratteristiche peculiari dei Gruppi di auto-aiuto:
-sono movimenti costituiti da gente comune che si sviluppano in modo spontaneo per far fronte ad uno specifico bisogno;
– prevedono una ricca rete di contatti interpersonali;
– nel gruppo tutti condividono i loro problemi, non li giudicano ma li affrontano;
– i componenti di un gruppo hanno una forte fiducia nei confronti del gruppo stesso.
La strategia di animazione sociale rivolta a stimolare e sostenere la nascita e il consolidamento dei “GRUPPI DI ASCOLTO”, sarà articolata in tre fasi.
1. Sensibilizzazione: sensibilizzare l’intero contesto scolastico al problema del disagio e della tossicodipendenza e diffondere informazioni sull’efficacia dei “Gruppi di ascolto”.
In questa fase i volontari della “Casa nel Sole” illustreranno la filosofia dell’auto-aiuto e faciliteranno la conoscenza tra le persone; sarà cura degli operatori far emergere naturalmente le persone più attive e interessate come possibili componenti dei gruppi da costituire.
2. Stimolo e catalizzazione: i volontari forniscono sostegno e orientamento all’attività di costituzione e formazione del gruppo, si stabiliscono le regole e gli obbiettivi.
In questa fase la “Casa nel Sole” assicurerà ogni informazione necessaria accompagnata da attività di formazione rivolta ai membri del gruppo. Si tratta di una formazione che mira a migliorare le capacità spontanee dei membri di comunicare e di condividere, aiutandosi l’un l’altro.
3. Tutoraggio e assistenza: una volta costituito il gruppo, gli operatori lasceranno libero il gruppo di esprimere tutte le potenzialità ed assumono il ruolo di collaboratori “esterni” che all’occorrenza forniscono aiuto e sostegno relazionale.
In questa fase verrà proposta e approfondita la conoscenza della “Esperienza di vita in comune” e verranno raccolti i nominativi delle persone disponibili.
OBIETTIVI
Le istituzioni scolastiche rappresentano un contesto ideale nel quale intervenire per ridurre le cause di disagio ed educare i giovani a riconoscerle e a manifestarle verbalmente. Tuttavia spesso si assiste negli interventi di prevenzione primaria ad una scarsa partecipazione attiva dei giovani studenti alle problematiche preventive ed educative che li riguardano direttamente.
Per questo motivo si propone una pratica preventiva che renda i giovani stessi protagonisti della loro crescita e tenendo conto delle attuali dinamiche della società dia grande spazio ai gruppi dei pari nei processi educativi e preventivi, mai isolandoli, per altro, dalla presenza di confronto e di scambio con gli adulti più significativi (genitori, educatori, insegnanti ecc.).
Si vuole proporre pertanto, una strategia educativa volta ad attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento, secondo questa prospettiva, che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da una esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti.
Questa pratica va oltre il momento educativo e diviene una vera e propria occasione per il singolo adolescente, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare momenti transferali intensi.
L’obiettivo è quello di costituire dei “Gruppi di ascolto” che abbiano una ricaduta tale sugli studenti e sui ragazzi del territorio da rendere il processo innescato autonomo e continuo nel tempo.
L’obiettivo fondamentale dei “Gruppi di ascolto” è quello di:
– strutturare uno spazio fondato su un forte coinvolgimento personale dei partecipanti in una esperienza di condivisione, di comunicazione interpersonale significativa.
L’obiettivo fondamentale della ”Esperienza di vita in comune” è quello di:
– far vivere un’ esperienza concreta di come si possano affrontare e superare le condizioni di disagio di ciascuno, prima che queste possano condurre a situazioni di devianza.
Obiettivi comuni dei due interventi sono:
– educare gli adolescenti e i giovani a riconoscere e a comunicare verbalmente le proprie emozioni e i propri sentimenti;
– incidere sul comportamento dei ragazzi al fine di renderli più responsabili;
– dedicare maggiore attenzione alle dinamiche cognitive, emotive e relazionali dei ragazzi, per individuarne i segnali di disagio;
– aumentare la capacità dei ragazzi di chiedere aiuto di fronte a condizioni di disagio, di modo che nel bisogno si rivolgano a delle persone invece che a delle sostanze;
– formare ragazzi con idee “meno confuse” che sappiano essere di riferimento per i compagni nei luoghi e nelle situazioni in cui la figura dell’adulto-guida risulti assente;
– costruire una rete di servizi tra scuola, famiglia, e società orientata ad intervenire in maniera innovativa sulle problematiche dell’età evolutiva.
Nell’ambito degli interventi educativi si possono eventualmente organizzare dentro le scuole e sul territorio:
– attività ricreative e laboratori teatrali;
– giornate a tema; feste analcoliche in piazza;
– seminari di approfondimento tematici;
– ricerca sulle condizioni di disagio e di emarginazione in loco;
– convegno conclusivo con rappresentanti locali dell’istruzione, della sanità, degli enti amministrativi, delle parrocchie, delle altre realtà educative e associative presenti sul territorio.
METODOLOGIA
Il Progetto si articolerà in tre fasi, ognuna propedeutica all’altra:
1. Prima Fase: Informativa;
2. Seconda fase: Formativa;
3. Terza fase: Residenziale.
La prima fase, quella informativa, prevede vari incontri finalizzati a far riflettere sulle problematiche esistenziali, relazionali e sociali dei giovani che vivono una condizione di disagio, di rischio, di tossicodipendenza o di devianza.
La seconda, quella formativa, prevede la costituzione dei “Gruppi di ascolto” veri e propri (i gruppi verranno diversificati per genitori, studenti e docenti) allo scopo di strutturare un modo di stare insieme in cui sia possibile l’ascolto reciproco e l’instaurarsi di relazioni significative tra i partecipanti.
Le persone del gruppo, con la disposizione a cerchio impareranno a confrontarsi, a guardarsi negli occhi, a parlare di se stessi. Con il passar del tempo ogni membro comincerà ad avere fiducia in se stesso e a fidarsi maggiormente dell’altro. Il gruppo, quindi, diventerà sempre più unito ed affiatato.
Verrà proposta una metodologia che facilita il dialogo, che educa al rispetto della persona, che aiuta a star bene con se stessi, per riuscire a meglio rapportarsi con gli altri.
La fase residenziale, infine, indicata come “Esperienza di vita in comune”, prevede il coinvolgimento dei partecipanti nel vivo di una esperienza di comunità per dieci giorni che si svolgerà in un casolare dell’Associazione nel Comune di Circello, in provincia di Benevento.
L’esperienza è finalizzata in primo luogo a sviluppare nei giovani capacità operative e relazionali in grado di contenere e ribaltare le condizioni di disagio.
Il Progetto, nelle tre fasi, prevede che i veri protagonisti dello stesso siano gli studenti (dimensione orizzontale), coadiuvati e sostenuti da educatori, insegnanti ed eventualmente genitori, in modo da avviare un processo che di anno in anno veda la formazione di nuovi gruppi di ascolto.
Il Progetto quindi non esclude ma integra la presenza dei docenti e, ove possibile, quella dei genitori.
UTENTI
Le attività vengono proposte ad Istituti Scolastici di scuola media inferiore e superiore. In ciascun Istituto saranno individuati gli studenti (preferibilmente delle seconde e terze classi nelle scuole medie inferiori, e delle seconde, terze e quarte classi nelle scuole medie superiori), un coordinatore del Progetto, possibilmente scelto tra il personale docente, e alcuni genitori.
Gli interventi nelle classi saranno attuati dagli operatori dell’Associazione “Casa nel Sole” che si occuperanno dell’attivazione e della conduzione dei gruppi d’ascolto ( gruppi di alunni, insegnanti, genitori).
Per garantire la continuità degli interventi negli anni successivi l’Associazione prevede la realizzazione di corsi di formazione per docenti, alunni, genitori, operatori e volontari.
Il percorso formativo predisposto dalla “Casa nel Sole”, sarà articolato in modo da motivare i partecipanti all’impegno convinto e responsabile, fornendo ad essi un’aumentata capacità personale e relazionale, invogliandoli al lavoro di rete sul territorio.
FORMAZIONE
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UN MONDO CHE CRESCE: LE LUDOPATIE E IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO
La diffusione dei luoghi dove poter effettuare giochi d’azzardo è aumentata notevolmente.
I giochi d’azzardo sono tutti quelli nei quali si gioca per vincere denaro e nei quali il risultato del gioco dipende, del tutto o in parte, dalla fortuna piuttosto che dall’abilità del giocatore. I giochi d’azzardo più diffusi sono: le videolottery e le slot machine (spesso chiamate ancora videopoker), i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto, i giochi al casinò, il “Win for life”, le scommesse sportive o ippiche, il bingo, i giochi on line con vincite in denaro (ad esempio poker online).
Il gioco d’azzardo può diventare un problema.
Il problema c’è quando si manifesta un persistente bisogno di giocare e aumentano in modo progressivo il tempo e il denaro impegnati nel gioco fino a condizionare in modo significativo gli altri ambiti della propria vita (la famiglia, il lavoro, il tempo libero), a investire al di sopra delle proprie possibilità economiche, e quando, per il gioco, si trascurano i quotidiani impegni della vita. Spesso il giocatore non ha la consapevolezza di avere un problema, ma il problema c’è.
L’Associazione Casa nel Sole organizza un Laboratorio di formazione per approfondire queste tematiche, aperto a quanti siano interessati a conoscere di più l’argomento.
UN MONDO CHE CRESCE: LE LUDOPATIE E IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO,
prenderà inizio il 14 gennaio 2014 ore 19.00
in Via Carlo del Balzo, 87, sede dell’Associazione Casa nel Sole Valle Caudina.
Il laboratorio sarà coordinato da un’esperta del settore, la dott.ssa Elisa Liberti.
Il laboratorio prevede un numero massimo di partecipanti ed è necessario prenotarsi telefonando ai seguenti n. telefonici: 3462381247 – 3407526716
DATE DEGLI INCONTRI:
14 GENNAIO “IL GIOCO:ASPETTI ANTROPOLOGICI E TIPOLOGIE DI GIOCO”
28 GENNAIO “I LUOGHI DI GIOCO E IL GIOCATORE”
11 FEBBRAIO “LA FAMIGLIA E L’AMBIENTE DEL GIOCATORE”
25 FEBBRAIO “ASPETTI GIURIDICI,USURA E GIOCO D’AZZARDO. L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO”
11 MARZO “IL TRATTAMENTO:INTERVENTO INDIVIDUALE E FAMILIARE. LA PREVENZIONE E COME INTERVIENE L’ “ASSOCIAZIONE CASA NEL SOLE”
25 MARZO “CONFRONTO E VERIFICA”
29-30 MARZO WEEK-END CASALDIANNI
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LABORATORIO FORMATIVO SUL VOLONTARIATO
L’associazione “Casa nel sole” attraverso il Progetto Penelope in occasione dell’Anno europeo del volontariato organizza dal 4 Febbraio al 5 marzo 2011 un percorso formativo per promuovere una cultura della solidarietà e condividere la nostra trentennale esperienza in un progetto comune con le istituzioni ed i cittadini. L’istituzione dell'”Anno Europeo del Volontariato” è il modo in cui l’Unione Europea vuole sensibilizzare e portare all’attenzione dell’opinione pubblica un tema molto rilevante a livello europeo. Con l’Anno Europeo del Volontariato la Commisione Europea intende lavorare alla creazione di una strategia comprensiva che promuova, riconosca, faciliti e sostenga il volontariato in modo da realizzare la sua piena potenzialità, valorizzando i progressi realizzati finora e sviluppando un’agenda della politica europea ed internazionale per il volontariato. In tale circostanza il percorso formativo proposto dalla “Casa nel sole” si configura come un laboratorio nel quale il volontario, sia come singolo che come gruppo, sperimenterà la consapevolezza di se stesso come portatore di aspettative, di aspirazioni, di motivazioni e didesideri, ed anche la sua capacità di creare relazioni significative che si aprono alla dimensione della relazione d’aiuto indirizzata a quanti a lui e al gruppo si rivolgono per esprimere i propri bisogni. Il percorso si rivolge a quanti operano o vogliono accostarsi e conoscere il mondo del volontariato.
PROGRAMMA E CONTENUTI:
1° INCONTRO:4 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• Presentazione del corso; Aspettative e motivazioni dei partecipanti.
2° INCONTRO:9 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• Essere volontari oggi. Valori fondamentali e impegno che tale scelta comporta.
3° INCONTRO:11 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• La relazione d’aiuto: aspetti dell’approccio centrato sulla persona.
4° INCONTRO:16 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• Come aiutare le persone: esprimere, comprendere le proprie e altrui emozioni.
5° INCONTRO:18 febbraio ore 17.30 – 20.30
• Lettura dei bisogni del territorio.
6° INCONTRO:23 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• Le esperienze di volontariato del territorio.
7° INCONTRO:25 febbraio 2011 ore 17.30 – 20.30
• Aspetti della Metodologia dell’Associazione “Casa nel Sole”: l’attenzione alla persona del volontario.
8° INCONTRO:2 marzo 2011 ore 17.30 – 20.30
• Disagio giovanile e comunità. Teorie e strategie di intervento.
9° INCONTRO:4 marzo 2011 ore 17.30 – 20.30
• Anno del Volontariato: esperienze che ci interrogano.
• Verifica di gruppo.
10° INCONTRO:5 marzo 2011 ore 10.00 – 13.00
• CONVEGNO: “Rapporto volontariato e istituzioni” Sala Convegni, Terme di Telese Terme.
Alla fine di ogni incontro ci sarà un momento di confronto e verifica.Il Laboratorio si svolge in 10 incontri della durata di 3 ore ciascuno. Verrà rilasciato un Attestato di partecipazione.